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Sentiero 123

La mia ricerca parte da un luogo a me caro, dove ho trascorso parecchie estati durante la mia adolescenza; ho deciso di ripercorrere gli stessi sentieri venticinque anni dopo. 


La serie rappresenta il punto di incontro tra il ricordo e la mia odierna visione delle cose.


Se allora riuscivo a godere della bellezza e della perfezione di ogni cosa incontrassi lungo il cammino, oggi il mio sguardo incontra resistenze: è come se fossi troppo preso dalla frenesia, dal tempo accelerato che caratterizza la nostra contemporaneità.


Ho deciso così di immortalare dettagli e geometrie insite in quel paesaggio, per poi sottolineare, a matita bianca e a mano, alcune evoluzioni di forme che avevo semplicemente smesso di vedere. Ho scelto un gesto semplice e lento per forzare la nostra visione annebbiata, richiamando ad uno sguardo attento e profondo sulle cose. Un atto di resistenza, un’alternativa che possa far riflettere su quanto i ritmi del presente e i dispositivi visivi abbiano indebolito il nostro sguardo sulle cose.